Scoprirete gli angoli più suggestivi della vecchia Trapani e alcuni dei monumenti storici e dei capolavori artistici più riconosciuti della città. Conoscerete le risorse del suo territorio e le attività lavorative perdute nel tempo, le festività celebrate, gli usi e costumi del vivere quotidiano e le tradizioni culinarie conservati fino a noi.
mercoledì 19 luglio 2023
Il Catito
sabato 15 luglio 2023
La Giudecca
A Trapani la Giudecca era il luogo fisico dove gli Ebrei erano raccolti in comunità. La loro presenza in città viene citata dalle fonti già dal 70 d. C. ma i primi riferimenti storici sono del XIII secolo e si intuisce che siano stati presenti già nel periodo arabo. All’inizio gli Ebrei, che avevano una loro identità etnico-religiosa precisa, si riunivano in una piccola sinagoga nel quartiere Casalicchio (oggi San Pietro) staccati dal resto delle altre comunità religiose. Originariamente furono soggetti ad una emarginazione che andò sempre più progredendo dovuta al folclore religioso diverso da quello arabo per cui si ripiegarono a rinchiudersi dentro la ‘Judeca’.
Anche le continue controversie con i cristiani non facilitavano i rapporti tra le due comunità e tra le cause di attrito vi furono la suddivisione delle tasse, la difesa della città, la costruzione delle mura ed il rifornimento d’acqua. Gli episodi di ostilità e la propaganda antisemita da parte degli altri gruppi ebbe come conseguenza la loro espulsione dalla città con l’editto di Ferdinando il Cattolico del 1492. Ma ci furono anche molti episodi di solidarietà tra gli ebrei e i trapanesi dovute a parentele e ad interessi economici che ormai si erano stabiliti tra di loro. Gli Ebrei svolgevano attività multiformi di artigianato e del commercio di prodotti agricoli e del pescato (corallo, tonno) ma erano anche bottegai ed esercitavano la medicina e la chirurgia. Furono banchieri e si dice anche usurai. Il loro esodo ebbe come effetto negativo l’interruzione di alcune attività artigianali di rilievo e mercantili con il Nord Africa rilevanti per l’economia cittadina. Per comprendere la consistenza del contributo che essi avevano dato allo sviluppo economico della città basta ricordare che numericamente la comunità ebraica di Trapani fu la terza della Sicilia dopo Palermo e Siracusa.Nel vecchio centro storico di Trapani il sito del quartiere ebraico e della Sinagoga è stato individuato nel quartiere odierno di San Pietro. Nella Giudecca, nella via omonima, si conserva il palazzo Ciambra appartenente ad una nobile famiglia che pare risalga agli inizi del ‘500. Nel 1901 il palazzo fu acquistato dal Comune che nel secondo dopoguerra lo cedette ai proprietari di una tipografia per risanare debiti contratti durante il periodo bellico. L’architettura è catalana (stile plateresco) con la facciata della torre ornata di conci e bugne a forma di diamante e un portale con arco ogivale sormontato dallo stemma della famiglia Ciambra. Inserito tra le costruzioni del vecchio centro storico rimane un po’ nascosto e rischia di passare inosservato ai visitatori. È abitato da privati quindi non è visitabile al suo interno ma se ne può ammirare la bellezza artistica esterna nonostante il trascorrere del tempo e l’incuria degli uomini.
mercoledì 5 aprile 2023
Trapani, dopo le difficoltà i progetti per il futuro
Dopo un periodo positivo e di successo turistico la città ha subito anch’essa, come tutte le altre mete turistiche siciliane, un arresto devastante a causa del diffondersi del Covid 19. Gli anni della pandemia hanno fermato la voglia di viaggiare e di muoversi per paura di ritrovarsi contagiati dal virus. A pagarne maggiormente le conseguenze è stato soprattutto il turismo da pochi anni decollato a Trapani e che ormai trainava l’economia locale e anche le attività tradizionali con tutte le altre piccole imprenditorialità e iniziative di rilancio del territorio. Aboliti anche gli eventi e le manifestazioni cittadine come la secolare processione dei Misteri la città ha subito una forte apatia generale che certamente non le ha fatto bene come la chiusura dei ristoranti nel centro storico e di tutti gli altri locali che avevano cominciato a dare vivacità alla vita serale cittadina. Come se tutto ciò non bastasse, ad una pur lieve e stentata ripresa i cui effetti ancora non si vedono chiaramente, si sono aggiunte nell’ultima parte del 2022 altre difficoltà che da un anno a questa parte colpiscono le attività locali: crisi energetica in primo piano ma anche gli allagamenti in città (un disastro per i commercianti) e la siccità nelle campagne, grave calamità per l’agricoltura di cui vive l’entroterra trapanese.
Dopo la fine della pandemia qualcosa si sta muovendo come il nuovo progetto del porto di Trapani che è stato presentato nell’agosto del 2022. Il conseguente miglioramento delle competitività del sistema portuale e delle attività che ad esso sono legate dovrebbe dare nuovo slancio commerciale alla città. Effettivamente il potenziamento dei traffici delle merci andrà a vantaggio di tutto il territorio trapanese perché il porto ha sempre avuto un forte legame con Trapani dal punto di vista storico-culturale e geografico ma soprattutto commerciale. Soprannominata la città-porto Trapani è nata e si è sviluppata grazie al suo porto naturale sin dall’antichità ed è innegabile che il porto ha occupato un posto fondamentale anche per il turismo. La sosta delle navi da crociera con i tour organizzati nelle località vicine incomparabili per bellezza naturale, ricche di storia e di secolari tradizioni ha fatto conoscere il territorio e il suo patrimonio artistico e culturale. Punto focale dell’ambizioso progetto turistico è da sempre l’aeroporto Vincenzo Florio che avrà anch’esso un ruolo importante per il rilancio territoriale nel prossimo futuro. Per l’estate 2023 infatti le tratte previste saranno numerose tra quelle nazionali e quelle internazionali. Tutto ciò dovrebbe portare ad un aumento sostanziale dei flussi turistici ai quali punta per i prossimi anni l’amministrazione trapanese sia quella uscente che quella che si insedierà dopo le elezioni del 2023.martedì 16 agosto 2022
La Madonna di Trapani
mercoledì 30 marzo 2022
L’acqua chiaramontana
Come scrive il Pugnatore nell’Istoria di Trapani l’acqua che sgorgava dalla fontana sovrastata dalla statua di Saturno nel centro storico di Trapani, davanti la chiesa di Sant’Agostino, fu chiamata chiaramontana perché condotta in città dai Chiaramonte. I Chiaramonte furono una nobile famiglia siciliana attivi nella vita politica trapanese nel XIV secolo. L’acqua, che i Chiaramonte avevano dichiarata necessaria per la vita quotidiana dei cittadini, scendeva dal versante sud-est di Monte Erice per giungere fino al luogo vicino la chiesa di Sant’Agostino e, arrivata a destinazione, cadeva in una vasca di marmo. Scrive sempre il Pugnatore ‘ se le fece d’intorno una nobil conserva di pietra dell’armi della città medesima adornata, dalla quale per quattro grossi cannoli di bronzo nel soggiacente vaso a pubblica comodità di tutta la gente continovamente cadeva’. Sul posto arrivava già un’altra acqua che però era salmastra e quindi non adatta agli usi domestici dei cittadini o ad essere bevuta.
La fontana del Saturno fu costruita in loco nel 1342 per ricordare l’acquedotto che aveva portato l’acqua dentro le mura della città. Purtroppo la fontana con la sua acqua pubblica ebbe vita breve lasciando la città priva di questo servizio alla cittadinanza. Oggi la fontana del Saturno rimane uno dei simboli del centro storico di Trapani ma solo pochi trapanesi conoscono la sua vera origine e perché era stata posta lì.sabato 1 maggio 2021
Il fiume Birgi
lunedì 5 aprile 2021
La “casamatta” alla Litoranea
Il nome è strano e significa una fortificazione militare in cemento armato chiusa e a prova di bomba, dove alloggiava la mitragliatrice, con delle feritoie scalettate e un ingresso. Sicuramente è il bunker trapanese più conosciuto. La “casamatta” si trova lungo la Litoranea Nord, venendo da Trapani sulla sinistra di fronte la Libera Università, sopraelevata e circondata dalla sabbia, prima della spiaggia di San Giuliano, nel Comune di Erice.
Apparentemente non presenta segni di degrado ambientale. Questo tipo di fortificazioni si trovano un po’ dapperttutto sul litorale trapanese e risalgono agli anni 1940- 1943. Si possono considerare dei beni storici e ci ricordano i drammatici eventi della seconda guerra mondiale che la nostra città ha tristemente subito perché oltre ai danni materiali (in parte ancora visibili) al vecchio centro storico fu bombardato anche il porto e raso al suolo il Teatro Garibaldi. A tal proposito voglio qui ricordare che nel 1961 il Presidente della Repubblica Segni volle insignire Trapani della medaglia d’oro al valor civile per le numerose vittime subite durante i bombardamenti degli Alleati nel secondo conflitto mondiale. A Trapani alcuni residui di bunker si trovano a nord della città, vicino il mare, altri a Pizzolungo, Valderice, Nubia, Marsala, Favignana e facevano parte di un sistema di fortificazioni strategico per le operazioni di guerra e costruito per lo più lungo la costa per la difesa alle incursioni aeree che arrivavano dal mare. Le condizioni attuali della maggior parte di questi bunker, almeno di quelli ancora in piedi (altri sono stati distrutti al momento) sono di vergognoso abbandono mentre dovrebbero essere considerati patrimonio storico seppur risalenti ad un periodo tragico della nostra storia. La salvaguardia ed il recupero di tali residuati bellici dovrebbe essere quindi d’obbligo.














