Una pagina di storia locale potrebbe essere quella dell’approdo a Trapani di Carlo V. Trapani ha avuto questo onore ma, pur trattandosi di un evento tanto importante non esiste abbastanza materiale storico a riguardo come sull’intera visita in Sicilia.
Nel 1535 l’imperatore aveva lasciato l’Africa, dopo la conquista di Tunisi, giungendo prima nell’isola di Pantelleria, poi a Marettimo e quindi a Favignana per arrivare il 20 agosto a Trapani dopo una tempesta. Vi rimase quattro giorni. Era accompagnato dai suoi più fidi collaboratori, nobili, generali, uomini politici e futuri viceré stimati dall’imperatore, alcuni dei quali avranno dei ruoli importanti nell’Isola. A Trapani Carlo V andò ad abitare nel palazzo dei Chiaromonte, una nobile e antica famiglia feudale, di fronte alla porta centrale della chiesa di San Nicola che conservò per molto tempo lo stemma imperiale e chiesa alla quale Carlo V donò una fonte di alabastro portato dall’Africa. Altri doni furono fatti ad altre chiese per esempio a San Pietro fu donato uno stendardo di broccato d’oro e al convento dell’ Annunziata furono donate due porte di legno coperte di ferro di provenienza tunisina anch’esse. Inoltre fu proprio a Trapani che l’imperatore giurò, riconfermandoli, i privilegi della città. Una lapide marmorea conservata al museo Pepoli della città documenta che la cerimonia fu celebrata nel Duomo (le notizie sone quelle riportate nel libro di G.E. Di Blasi, Storia del Regno di Sicilia, Palermo 1847 e ristampato nel1981).Trapani, una falce sul mare
Scoprirete gli angoli più suggestivi della vecchia Trapani e alcuni dei monumenti storici e dei capolavori artistici più riconosciuti della città. Conoscerete le risorse del suo territorio e le attività lavorative perdute nel tempo, le festività celebrate, gli usi e costumi del vivere quotidiano e le tradizioni culinarie conservati fino a noi.
domenica 29 marzo 2026
Carlo V a Trapani
lunedì 26 agosto 2024
La Chiesa di Sant’Agostino
La Chiesa di Sant’Agostino a Trapani è una delle più antiche chiese della città e si trova nel centro storico nella piazzetta Saturno nota per la sua fontana punto di riferimento e luogo di appuntamenti cittadini. Fu edificata nel 1101 come cappella dei Templari anche se passò poi ad altri ordini, fu, infatti, nel 1313 che passò sotto l’ordine di Sant’Agostino.
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| Il prospetto |
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| Il rosone |
venerdì 26 luglio 2024
La spiaggia di San Giuliano
La spiaggia di San Giuliano è la spiaggia più frequentata a Trapani e si estende per qualche chilometro sul lungomare Dante Alighieri al confine con la località balneare di Erice. È una spiaggia dalla sabbia dorata e quasi sempre ha acque limpide e pulite. Questo tratto di mare lungo la costa sabbiosa fino alla baia dei mulini ha un colore che cambia dal verde smeraldo all’azzurro intenso e un largo fondale basso che digrada verso il largo.
La spiaggia, molto vicina alla città con la quale è collegata anche con i mezzi pubblici, è frequentata soprattutto da famiglie con bambini ma va bene per tutti anche per i turisti che alloggiano in città. Nel mese di agosto ma anche negli altri mesi estivi con i caldi intensi di quest’ultimo periodo è affollatissima. È libera per lungo tratto e questo ne favorisce una fruizione popolare ma comprende anche lidi privati attrezzati: i servizi di salvataggio, di docce e di bagni pubblici sono attivi solo nei lidi privati mentre nessun servizio di salvaguardia e di esigenze essenziali è presente nella spiaggia libera. Di fronte la spiaggia, dal lato del polo universitario, ultimamente sono sorti anche alcuni servizi pranzo, bar, gelaterie e pizzerie. Ad inizio estate la spiaggia viene pulita ma già a campagna balneare iniziata si verifica un certo degrado ambientale. A volte anche, a causa del vento, vengono portati a riva alghe che si depositano sulla battigia dopo le mareggiate: se restano spiaggiate a lungo sono soggette a putrefazione oppure così come arrivano vengono portate via dalle onde stesse. La pulizia della spiaggia viene poco curata soprattutto al limite dell’arenile, sotto la casamatta, dove affiorano anche rocce e piccoli pezzi di marmo che il mare ha smussato e levigato. Col tempo tutto l’arenile, stretto e lungo per natura, si è ulteriormente impoverito della sabbia iniziale e tende sempre più a ridursi.mercoledì 10 aprile 2024
Chiesa del Collegio
La Chiesa del Collegio è uno dei pochi esempi di arte barocca e uno dei principali edifici religiosi della città di Trapani. Dedicata all’Immacolata Concezione si trova all’inizio del Corso Vittorio Emanuele nel centro storico di Trapani. Il complesso architettonico in cui è inserita comprende anche l’edificio dell’ex collegio (poi diventato Liceo Classico L. Ximenes) e l’ex convento dei Gesuiti. La storia di questa chiesa e degli altri due edifici attigui è legata alla presenza dei Gesuiti a Trapani. Tra il 1581 e il 1596 i Gesuiti avevano avuto il permesso di costruire la chiesa con le donazioni del Senato di Trapani con annessi gli altri due edifici adiacenti.
La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1616 e il completamento dei lavori esterni avvenne nel 1705. La storia della sua fabbrica occupa quindi un arco di tempo lungo per questo nell’edificio coesistono stili e linguaggi diversi con predominanza del barocco. Alla sua realizzazione contribuirono diversi architetti e artisti, quando però nel 1767 la Compagnia dei Gesuiti fu soppressa la chiesa, che era ancora in fase di decorazione, rimase incompleta all’interno. Dal 1961 è rimasta chiusa per molti anni e solo nel 2003 venne riaperta nonostante avesse bisogno di lavori di restauro che si sono conclusi solo nel 2011. Oggi rimane aperta al pubblico ed è visitabile; per l’irrisoria cifra di 1 euro si può contribuire al mantenimento dei lavori di sistemazione. La facciata della Chiesa, tra barocco e manierismo, è ornata di marmo e composta da due colonne con capitelli corinzi, il portale è affiancato da due cariatidi e da due angeli che sorreggono lo stemma dei Gesuiti.L’interno è a tre navate con file di colonne di marmo ed archi a tutto sesto mentre le pareti e la volta della navata centrale sono decorate con quadri di stucco a mezzo rilievo e rifiniti in oro con scene dell’Antico Testamento. Al centro dell’abside centrale c’è l’Immacolata (in marmo di Carrara) mentre a metà navata centrale domina il pulpito di marmo mischio. Le absidi laterali e le cappelle meriterebbero una descrizione minuziosa che lascio agli esperti e agli studiosi, mi sento solo di dire che la Chiesa del Collegio rappresenta un patrimonio di grande valore artistico e culturale e un gioiello del barocco trapanese.
giovedì 14 marzo 2024
Il Lazzaretto
Il Lazzaretto a Trapani fu costruito per iniziativa del tenente generale Giovan Battista Fardella tra il 1831 e il 1838. Sorge sull’isola di San’Antonio, oggi unita alla terraferma, dove nella prima metà del secolo XIII venne edificata la Chiesa di Sant’Antonio del Mare e aveva la funzione di ospitare quelli che si erano ammalati attraverso il contagio durante le epidemie (per lo più di peste) che colpivano la città. Gli infetti degli equipaggi delle navi che giungevano a Trapani venivano, infatti, tenuti sotto osservazione dentro il lazzaretto per uso e secondo la qualità dell’infezione per limitare la diffusione delle malattie e prevenire le epidemie proponendo così una specie di quarantena. Vi venivano isolati anche animali e merci varie sospettate di essere stati infettati. Dietro il lazzaretto esisteva un cimitero per i malati che non ne uscivano vivi. Il luogo non era certamente dei più salubri e non mancarono le lamentele cittadine in nome della salute pubblica.
Il luogo è ideale per godere di una magnifica vista sulla città di Trapani che si allunga dal porto fino a Torre di Ligny con la Colombaia di fronte e lo sguardo compreso tra il monte Erice e le isole Egadi. Per raggiungerlo basta percorrere (molti trapanesi lo fanno in macchina) la strada che costeggia il porto peschereccio, vicino il porto. Proprietario ne è il Comune di Trapani e attualmente vi ha sede la sezione trapanese della Lega navale italiana. Architettonicamente non ha un grande valore, ha una forma semicircolare a ferro di cavallo con un ampio cortile centrale, non slanciata ma piuttosto appiattita. Molte parti dell’edificio sono inutilizzate, la città resta pertanto in attesa di una riqualificazione del posto che dal punto di vista turistico, essendo uno dei posti panoramici più interessanti della città di Trapani potrebbe avere diversi usi. Trovandosi su un’isola, dal lato della Colombaia molte barche le fanno da cornice nell’acqua bassa e stagnante, ma una passeggiata in macchina l’abbiamo fatta tutti fino al Lazzaretto se non altro per ammirare, quando avviene, lo spettacolare tramonto sul mare.mercoledì 19 luglio 2023
Il Catito
sabato 15 luglio 2023
La Giudecca
A Trapani la Giudecca era il luogo fisico dove gli Ebrei erano raccolti in comunità. La loro presenza in città viene citata dalle fonti già dal 70 d. C. ma i primi riferimenti storici sono del XIII secolo e si intuisce che siano stati presenti già nel periodo arabo. All’inizio gli Ebrei, che avevano una loro identità etnico-religiosa precisa, si riunivano in una piccola sinagoga nel quartiere Casalicchio (oggi San Pietro) staccati dal resto delle altre comunità religiose. Originariamente furono soggetti ad una emarginazione che andò sempre più progredendo dovuta al folclore religioso diverso da quello arabo per cui si ripiegarono a rinchiudersi dentro la ‘Judeca’.
Anche le continue controversie con i cristiani non facilitavano i rapporti tra le due comunità e tra le cause di attrito vi furono la suddivisione delle tasse, la difesa della città, la costruzione delle mura ed il rifornimento d’acqua. Gli episodi di ostilità e la propaganda antisemita da parte degli altri gruppi ebbe come conseguenza la loro espulsione dalla città con l’editto di Ferdinando il Cattolico del 1492. Ma ci furono anche molti episodi di solidarietà tra gli ebrei e i trapanesi dovute a parentele e ad interessi economici che ormai si erano stabiliti tra di loro. Gli Ebrei svolgevano attività multiformi di artigianato e del commercio di prodotti agricoli e del pescato (corallo, tonno) ma erano anche bottegai ed esercitavano la medicina e la chirurgia. Furono banchieri e si dice anche usurai. Il loro esodo ebbe come effetto negativo l’interruzione di alcune attività artigianali di rilievo e mercantili con il Nord Africa rilevanti per l’economia cittadina. Per comprendere la consistenza del contributo che essi avevano dato allo sviluppo economico della città basta ricordare che numericamente la comunità ebraica di Trapani fu la terza della Sicilia dopo Palermo e Siracusa.Nel vecchio centro storico di Trapani il sito del quartiere ebraico e della Sinagoga è stato individuato nel quartiere odierno di San Pietro. Nella Giudecca, nella via omonima, si conserva il palazzo Ciambra appartenente ad una nobile famiglia che pare risalga agli inizi del ‘500. Nel 1901 il palazzo fu acquistato dal Comune che nel secondo dopoguerra lo cedette ai proprietari di una tipografia per risanare debiti contratti durante il periodo bellico. L’architettura è catalana (stile plateresco) con la facciata della torre ornata di conci e bugne a forma di diamante e un portale con arco ogivale sormontato dallo stemma della famiglia Ciambra. Inserito tra le costruzioni del vecchio centro storico rimane un po’ nascosto e rischia di passare inosservato ai visitatori. È abitato da privati quindi non è visitabile al suo interno ma se ne può ammirare la bellezza artistica esterna nonostante il trascorrere del tempo e l’incuria degli uomini.



















