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mercoledì 15 aprile 2026

La Badia Nuova

    La Chiesa Maria S S. del Soccorso nota come Badia Nuova, sita in via Garibaldi, viene ritenuta come una delle chiese più antiche della città in quanto fu eretta dai Bizantini, ai tempi di Belisario sotto Giustiniano, che la fecero costruire nel 536 come chiesa di rito greco-ortodosso dedicandola a Santa Sofia. Fu poi modificata in Maria SS del Soccorso dalle suore domenicane di Santa Caterina che la rinnovarono tra il 1461 e il 1488 insieme all’adiacente monastero in cui si erano stabilite. La chiesa fu riedificata nella prima metà del secolo XVII assumendo l’aspetto barocco che la contraddistingue.   

Interno della chiesa
Lo stile architettonico è decisamente barocco che ne fa uno dei maggiori esempi del gusto cromatico-spagnolesco del tempo e che si nota principalmente all’interno. In navata unica presenta un’abside quadrangolare e cinque altari tutti decorati con finissimi marmi policromi ad opera di Federico Siracusa su progetto di Giovanni Biagio Amico che ne curò gli ambienti. Della struttura originale possiamo ammirare il pavimento di marmi policromi ed il portale, quanto all’interno è stato rimaneggiato più volte nel corso dei secoli. La devozione verso la Madonna del Soccorso indusse nel 1740 le monache domenicane a destinare al suo simulacro marmoreo del 1660 (attribuito a Cristoforo Crisanti) che rappresenta una Madonna con Bambino nell’atto di scacciare con la mazza il demonio affinché non faccia del male al bambino, il ricco e sontuoso altare maggiore in stile neoclassico (opera del trapanese Federico Siracusa) affidandone il progetto al noto architetto Giovanni Biagio Amico. Le nicchie, tre per lato, poste al di sotto delle finestre alloggiano pregevoli statue e dipinti di artisti trapanesi: il San Domenico, un dipinto di Pietro Novelli, la visione di San Tommaso d’Aquino e l’Estasi di Santa Caterina di Andrea Carreca, ed una Madonna del Rosario (1647) dell’olandese Guglielmo Borremans (posto sull’altare maggiore). Due organi sono posti al di sopra delle due nicchie centrali. All’esuberanza dell’interno si contrappone la semplicità  della stretta facciata dove l’unica nota architettonica rilevante è il portale sovrastato da una nicchia contenente la statua della Madonna del Soccorso, attribuita a Cristoforo Milanti (1670). La Chiesa si caratterizza, oltre che per la presenza di statue, quadri e arredamenti sacri, da una magnifica pavimentazione cromatica in marmo (marmi mischi) disegnata dall’architetto trapanese Luciano Gambina (secolo XVIII) e dalle pareti rivestite anch’esse in marmo. La struttura  del monastero delle suore domenicane di Santa Caterina è  stata trasformata nel Palazzo delle Finanze che attualmente occupa uffici tra i quali quelli della Ragioneria territoriale. La Chiesa è affidata all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme i cui appartenenti vi realizzano iniziative culturali e religiose e ne assicurano l’apertura secondo un calendario quindi  si può trovare aperta in giorni stabiliti. La chiesa è stata restaurata dalla Sovrintendenza nel 1995. 

mercoledì 10 aprile 2024

Chiesa del Collegio

   La Chiesa del Collegio è uno dei pochi esempi di arte barocca e uno dei principali edifici religiosi della città di Trapani. Dedicata all’Immacolata Concezione si trova all’inizio del Corso Vittorio Emanuele nel centro storico di Trapani. Il complesso architettonico in cui è inserita comprende anche l’edificio dell’ex collegio (poi diventato Liceo Classico L. Ximenes) e l’ex convento dei Gesuiti. La storia di questa chiesa e degli altri due edifici attigui è legata alla presenza dei Gesuiti a Trapani. Tra il 1581 e il 1596 i Gesuiti avevano avuto il permesso di costruire la chiesa con le donazioni del Senato di Trapani con annessi gli altri due edifici adiacenti.

   La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1616 e il completamento dei lavori esterni avvenne nel 1705. La storia della sua fabbrica occupa quindi un arco di tempo lungo per questo nell’edificio coesistono stili e linguaggi diversi con predominanza del barocco. Alla sua realizzazione contribuirono diversi architetti e artisti, quando però nel 1767 la Compagnia dei Gesuiti fu soppressa la chiesa, che era ancora in fase di decorazione, rimase incompleta all’interno. Dal 1961 è rimasta chiusa per molti anni e solo nel 2003 venne riaperta nonostante avesse bisogno di lavori di restauro che si sono conclusi solo nel 2011. Oggi rimane aperta al pubblico ed è visitabile; per l’irrisoria cifra di 1 euro si può contribuire al mantenimento dei lavori di sistemazione. La facciata della Chiesa, tra barocco e manierismo, è ornata di marmo e composta da due colonne con capitelli corinzi, il portale è affiancato da due cariatidi e da due angeli che sorreggono lo stemma dei Gesuiti.


L’interno è a tre navate con file di colonne di marmo ed archi a tutto sesto mentre le pareti e la volta della navata centrale sono decorate con quadri di stucco a mezzo rilievo e rifiniti in oro con scene dell’Antico Testamento.
Al centro dell’abside centrale c’è l’Immacolata (in marmo di Carrara) mentre a metà navata centrale domina il pulpito di marmo mischio. Le absidi laterali e le cappelle meriterebbero una descrizione minuziosa che lascio agli esperti e agli studiosi, mi sento solo di dire che la Chiesa del Collegio rappresenta un patrimonio di grande valore artistico e culturale e un gioiello del barocco trapanese.